La Cantina Gorgo di Filippo Bricolo Pubblicata su The Plan "Panorama Italiano"


Architettura della semplicità - Cantina vinicola a Custoza

| Bricolo-Falsarella Associati |

| Verona | Italia |

http://www.theplan.it/J/index.php?option=com_content&view=article&id=2108%3Aarchitettura-della-semplicita-cantina-vinicola-a-custoza-&catid=158%3Afebbraio-2012&Itemid=240&lang=it

L’architettura per l’ampliamento degli edifici della cantina vinicola a Custoza corrisponde ad un’idea dichiarativa, rendere operante il colloquio fra modernità e tradizione attraverso un progetto sintetico fra esigenze funzionali ed esigenze di rappresentazione aziendale: una sintesi per non rinunciare ad alcuni elementi di una solida tradizione costruttiva e per avvalersi di esperienze della contemporaneità. A latere, la ricerca di una soluzione progettuale efficace nella correlazione fra il nucleo storico del complesso edilizio, la casa padronale cui attribuire funzioni rappresentative, e l’architettura dell’ampliamento attuale. Forme della semplicità, attraverso le quali condurre un ragionamento sull’applicabilità dei materiali lapidei e declinare variazioni ed accenti compositivi. Linearità: l’ala del nuovo portico e la nuova zona di accoglienza per i clienti e vendita si pongono in diretta relazione con la casa padronale, determinando una sorta di continuità visiva nel profilo volumetrico, composto di lineari e rigorose proporzioni geometriche, e per la presenza delle falde in copertura che assecondano un riferimento formale identificativo. Il nuovo volume contribuisce a definire uno spazio a corte quadrata con un lato aperto, un’area che si dichiara quale elemento di matrice storica, interno al complesso di edifici, segnato dalla pavimentazione acciottolata. Un percorso diagonale a stretto angolo, evidenziato nella variazione di tonalità, collega casa padronale ed ambiente di vendita: il sentiero acciottolato conduce al portale d’accesso, una grande apertura nella parete, sottolineata dalla porta in pesanti lastre di pietra, che è cristallizzata in posizione aperta, esattamente collocata sulla linea del percorso d’attraversamento nella corte, a costituirne una simbolica parete, un invito lapideo e massiccio all’ingresso. Il complesso della nuova costruzione si suddivide in zone funzionali; la sezione di vendita ed accoglienza è separata dalle zone legate alla produzione da un’alta parete interna a doghe di legno, al di là della quale si susseguono gli ambienti tecnici per la conservazione, l’imbottigliamento, per la cantina di vinificazione; un secondo portico, parallelo al portico verso la corte, è la conclusione formale del complesso, luogo protetto per attrezzi e mezzi. Nodo caratterizzante della struttura è l’impiego di materiali tradizionali nella zona veronese, lastre di nembro veronese per basamenti, cornicioni, architravi e spalle, e lastre di pietra di Vicenza per i blocchi della murature. Le lastre sono assemblate a secco, secondo moduli tipizzati, in una dimensione costante di notevole profondità, per costituire una massa volumetrica sufficiente ai fini dello sfruttamento dell’inerzia termica per preservare il più possibile l’edificio e la produzione vinicola dalle variazioni di temperatura. Compenetrare elementi di tradizione con la modernità significa anche riconoscere le caratteristiche dei materiali e le loro proprietà verso equilibri termici, ad esempio, senza apporti esterni d’energia. D’altro canto, una visione contemporanea può apprezzare in senso decorativo la presenza grezza dei segni di lavorazione e taglio sulle facce dei blocchi lapidei, graffiti tecnici che divengono espressività di un disegno pressoché formalizzabile, e lasciare intatto lo spazio per le specifiche lavorazioni di finitura sulle lastre bocciardate per le soglie in nembro veronese. Allo stesso modo, l’integrazione tecnica unisce tradizione del materiale lapideo e analisi contemporanea nel proporre il rivestimento in pietra per gli architravi disposti sulle grandi luci di aperture ed ampie vetrate, la cui funzione portante è svolta da travi d’acciaio a doppio T. Un intento nobilitante ed espressivo, nel condurre il progetto della cantina vinicola a modalità assimilabili ad un “palazzo”, rigettando nello stesso tempo formule strettamente tecnologiche nel linguaggio compositivo: non si tratta di un’operazione rétro, ma di una interpretazione, a tutti gli effetti contemporanea, di un tema architettonico, fra forma e funzionalità.

Francesco Pagliari

 

› indietro