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diario

Bricolo Falsarella
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+ pubblicazione del libro architettura umanissima

Filippo Bricolo pubblica il suo libro dal titolo Architettura Umanissima, interessandosi a ciò che accade quando un'opera costruita supera la gabbia dell'ordinario e i limiti legati alla professione per avvicinarsi agli aspetti più profondi dell'esistenza. L'autore vede in questo importante superamento l'elemento che può permettere ad uno spazio costruito di toccare l'animo umano e di raggiungere quella condizione speciale che può condurre ad un'architettura definibile umanissima. 




In questo dialogo tra testi e disegni, si incontrano temi intimamente legati alla vita delle persone ma che spesso sono lasciati erroneamente a margine del discorso attuale sull'architettura come il senso d'appartenenza ad un luogo, l'idea della permanenza, la riscoperta dell'imperfezione materica e con essa le possibilità date all'architettura dai meccanismi della narrazione, la suggestione di progettare il desiderio, rallentamenti attraverso dispositivi studiati, il confronto con la ciclicità della natura, ridurre il sentimento di dispersione per paura della vastità ma incorniciare ciò che c'è fuori nel paesaggio e il dialogo tra luce e penombra.

« Io mi sono messo a disegnare disegni diversi.
Disegni che non servivano più per i muratori o per decidere progetti.
Disegni che non volevano più precisare cose. [...]
Disegni che magari dicevano qalcosa anche di generale come fanno, a volte, le cose più intime.
»