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villa Tarika

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L'orizzonte e il labirinto. Mentre disegnavamo villa Tarika pensavo alla casa dell'infinito di Baeza o ai momenti passati con Galfetti a Paros, attardandosi con lui su quel limite assoluto, che è poi la più grande distanza e la massima vicinanza. Ci pensavo, ma non riuscivo a lavorare in quel modo. Quell'orizzonte totale, bellissimo e schiacciante, non mi apparteneva. Così abbiamo iniziato a lavorare a qualcosa di più intimo, di più veneto. Volevamo che tutta la casa fosse lo strumento di una lenta e progressiva scoperta del lago, fatta di anticipazioni e negazioni e quindi di desiderio. Allora abbiamo iniziato ad esplorare le diverse declinazioni del limite e la sua stessa messa in crisi ed abbiamo poi disposto tutto in una sorta di sequesnza. La cornice, l'anticipazione e la negazione, il vedere e rivedere scarpiano. Il riflesso come annunciazione, l'evocazione per assenza, la frammentazione ritmica, la tensione bilanciata. Volevamo che l'orizzonte non fosse dichiarativo, esplicito (la vastità romantica). Nelle case di Baeza e Galfetti la vista è una dichiarazione perentoria, a questo limite estremo e vertiginoso volevamo affiancare qualcosa che lavorasse sulla distanza critica per vedere cosa succedeva nel mettere l'orizzonte in un labirinto.

 
























































 

villa Tarika - una casa sul lago di Garda

Location: Punta San Vigilio, Garda
Anno:
2022
Architetto: Filippo Bricolo - Bricolo Falsarella
Collaboratori: Francesca Falsarella, Davide Burro, Valeria Righetti
Fotografie opera finita: Atelier XYZ