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cantina gorgo _ parte III

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Custoza, Veneto, Italia




 

La forte crescita dell’enoturismo in Italia ha determinato la necessità delle cantine storiche di ampliare i propri spazi d’accoglienza. Questa nuova spinta è stata fortissima anche nel territorio del Custoza diventato, nel tempo, una meta irrinunciabile per turisti e visitatori in cerca di luoghi dove vivere appieno il connubio tra vino e paesaggio. Tra questi luoghi virtuosi, un posto particolare, lo merita la Cantina Gorgo con i suoi 53 ettari di vigneti biologici che si snodano sui dolci rilievi delle colline moreniche del Lago di Garda attorno all’edificato di Custoza.

 

 





 

Per rispondere a queste nuove richieste, la proprietà si è rivolta al nostro studio non tanto per disegnare uno nuovo spazio chiuso, ma piuttosto per realizzare un ambiente aperto dove poter degustare i vini esperendo contemporaneamente la particolarità dello scenario ambientale, sulla scia della grande tradizione dei giardini storici italiani.  Prendendo spunto dal patrimonio vernacolare della zona abbiamo proposto una reinterpretazione della tipologia rurale del Brolo, un modello di spazio ibrido tra interno ed esterno persistente da secoli nelle campagne venete. 






 

Il nuovo Brolo si aggiunge alla dotazione di spazi dedicati all’accoglienza già realizzati dal nostro studio, attorno alla corte principale a partire dal 2005 fino al 2016 (wine-shop, sale degustazione, barricaia).  A differenza di questi spazi chiusi, il nuovo Brolo si sviluppa nella parte posteriore della corte (così come vuole la tradizione locale) e si presenta come un’allungata stanza rettangolare a cielo aperto chiusa sui lati a formare un grande vuoto centrale. Il grande vuoto costituisce il perno fisico, architettonico e simbolico del progetto. In questo spazio, i visitatori possono incontrarsi ed indugiare contemplando il paesaggio attraverso quinte, suggerimenti, cornici, partecipando attivamente alla bellezza del luogo.

 


Come accade in molti dei nostri lavori, i materiali utilizzati presentano superfici ruvide (pietra sbozzata, cemento armato a facciavista, legno spazzolato, ferro arrugginito) in modo da relazionarsi espressivamente con la luce del sole, portando avanti l’autenticità grezza tipica degli edifici vernacolari della zona. Questa scelta costituisce una precisa presa di posizione ed introduce nel progetto una forte umanizzazione che si ancora ad un legame profondo con il luogo. L’architettura si situa nel contesto cercando un nuovo incontro con le radici del mondo rurale ed una matura e più cosciente relazione con la natura.





Rispetto alla vita contemporanea sempre più veloce e superficiale, il Brolo della cantina Gorgo propone ai visitatori un calibrato microcosmo dove ritrovare la lentezza dello sguardo e vivere un’esperienza completa e attivante. Alla base c’è l’idea di un nuovo viaggio in Italia che non è la nostalgia per qualcosa di perduto, ma la ricerca di una sorta di anabiosi culturale del Bel paese. Il progetto, inoltre, nasconde l’ambizione di una nuova architettura italiana, che è in grado di rifondare il vernacolo, liberandolo dal pittoresco, grazie ad una moderna espressione che sia fortemente contemporanea ma anche senza tempo e in continuità con l’architettura della nostra nazione.


















Sotto il profilo compositivo ed architettonico, il Brolo è composto da nove diversi elementi che risolvono le criticità del sito e ne enfatizzano le potenzialità.










L’Alzero (1) è un lungo e basso muro in cemento grezzo che risolve il dislivello naturale dell’area formando due terrazzamenti a parterre. La Quinta verde (2) ad est chiude il Brolo verso la zona di produzione e costituisce una macchina ottica in quanto la sua altezza è calibrata in modo da consentire la vista delle colline sullo sfondo (paesaggio in prestito), portandole idealmente all’interno del giardino, ma allo stesso tempo impedisce, per chi sta all’esterno, la vista dell’interno stesso. Il Padiglione (3) chiude il brolo a nord e si pone a specchio con la casa padronale. Dall’esterno si presenta come un muro grezzo in pietra sbozzata che protegge il giardino, mentre dall’interno appare una figura aperta, quasi una rovina sovrastata da una piastra in cemento armato. L’architettura del Padiglione allude alle trasmutazioni del tempo e reinterpreta in chiave contemporanea l’ibridazione tra interno ed esterno dei portici tradizionali italiani nel loro gioco continuo sul margine tra la luce e l’ombra. Sullo sfondo del padiglione, centrata con il parterre, si trova una lunga finestra che consente la visione del principale vigneto della proprietà, punto di partenza della coltivazione e dei percorsi di visita in vigna. Il grande Camino (4), che è il centro della vita sociale e dei servizi per le degustazioni, è posto nella parte rialzata ed è disposto perpendicolarmente rispetto alla casa padronale ed al padiglione. Il Cancello (5) protegge il giardino dalla vista esterna e si pone in continuità con la Quinta sulla strada (6) che chiude il brolo ad ovest. La Quinta è formata da più livelli paralleli in modo da dilatare lo spazio: una parete verde continua, un filare di Carpini che riprende la carpinata tipica delle ville venete ed una parte di vegetazione bassa. Chiusa tra la barricaia, il camino e tre grandi figure circolari verdi si trova la Stanza per le auto (7) dove possono sostare i mezzi senza essere visti dal giardino. Al centro del parterre si trova la grande Vasca (8) posta simmetricamente in asse con la casa padronale ed il padiglione. La Vasca è ispirata alle peschiere delle Ville Venete ed ha un fondo umbratile ottenuto da spatolature di colore verde e blu scuro, in questo modo, i visitatori che si muovono nel Brolo vedono specchiarsi all’interno della vasca il cielo, la natura e le architetture. Parallelamente alla Quinta verde, ad est, si trova la promenade d’ingresso con il vigneto didattico (9). La promenade è posta in continuità con la manica esistente che conduce alla corte principale determinando un percorso processionale che collega la corte alla vigna e viceversa. Lungo il percorso si trova, a mo’ di introduzione, un vigneto didattico  ottenuto ponendo in linea i vitigni che costituiscono il blend del vino Custoza (garganega, trebbianello, Bianca Fernanda etc..)  unendo così, ancora una volta, l’architettura al vino.












































































































sviluppo temporale: cantina gorgo _ parte I, la cantina, 2005 (2), parte III, il brolo, 2021 (1), cantina gorgo _ parte IV, la vinificazione, progetto 2020 (3)









Immagini del quaderno sul quale è stata disegnata la prima versione del progetto. Formato 13x21cm chiuso, 21x295cm aperto.












 



video del quaderno sul quale è stata disegnata la prima versione del progetto

















foto dell'evento premio architetti verona tenutosi a Costermano.


Cantina Gorgo parte III - un brolo verso il vigneto
Location: Custoza, Veneto, Italia
Anno: 2021
Architetto: Filippo Bricolo - Bricolo Falsarella
Team: Francesca Falsarella, Giacomo Scabbio, Elisa Bettinazzi, Nicolò Garonzi, Filippo Marcolongo, Paolo Zerman
Fotografie opera finita: Atelier XYZ